La residenza, nata come deposito, fu eretta circa un secolo fa dalla famiglia Sauli, nobili tiggianesi padroni della stragrande maggioranza degli immobili.
Per accedere ai terreni bisognava essere in possesso delle chiavi del cancello che si trovava a inizio strada: da qui, il nome attribuito a tutti i terreni della zona, “Le Chiuse”.
Dal 1925, la Baronessa iniziò a vendere i suoi averi alla popolazione: per ogni terreno acquistato si aveva diritto ad un deposito in pietra, con muraglie di un metro alla base.
La struttura completa comprende tre vecchi depositi appartenuti, inizialmente, a tre proprietari diversi, che rilevarono terreni adiacenti.
Nel 1941, l’immobile fu acquistato dallo zio Alessandro, che si occupò in prima persona di spiantare le rocce con la zappa. I nostri nonni raccontano che dedicò diversi anni a quest’attività, e a trasportare carriole di terra per rendere la zona coltivabile.
Divenuto anziano, nel 1970, vendette la zona e con l'uscita degli scavatori sul mercato salentino si estrassero le rocce rimaste.
Il nonno, di professione contadina, usò il deposito, in un primo momento, per fini agricoli; dopo alcuni anni, decise di convertirlo in una pajara (termine salentino che indica uno stabile in pietra simile ad un trullo). Nel 2010 costruì un’altra pajara a pochi metri da quella più antica.
Il potenziale di queste pajare non è mai stato sfruttato a pieno: nel 2023, quindi, la famiglia Marzo — composta da mamma Antonella, papà Antonio e figli Pierluigi e Matteo — ha acquistato la residenza, ristrutturato gli spazi interni ed esterni e resa una casa vacanza adatta a tutti, famiglie e comitive di amici.
Contattaci o mandaci un'email oggi stesso per prenotare la tua vacanza.